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Trattamento

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Interventi per il potenziamento delle capacità cognitive

Nei primi anni di vita del bambino con sindrome di Down l'intervento volto al potenziamento degli aspetti cognitivi può essere realizzato, almeno in gran parte, dai genitori stessi. Fondamentale perciò è il counselling ai genitori per aiutarli ad essere protagonisti adeguati nel rapporto educativo con il figlio.
Tale aiuto può concretizzarsi nel:
a) fornire ai genitori una diagnosi ed un valutazione longitudinale dello sviluppo del figlio con sindrome di Down;
b) valorizzare il più possibile ciò che i genitori sanno già fare;
c) favorire la formazione di atteggiamenti complessivamente adeguati nei confronti del problema;
d) aiutare i genitori nella formulazione ed attuazione di un progetto educativo complessivo, che comporta anche scelte relativamente agli interventi abilitativi da ritenere primari per il proprio figlio e ai tempi in cui realizzarli senza sovraccaricare il figlio o la figlia e se stessi;
e) fornire ai genitori informazioni e conoscenze, nonché dotarli di strumenti di osservazione e di intervento adeguati al loro ruolo (ad esempio semplici schede di rilevazione o modalità per la stesura di un sintetico diario, che favoriscano meglio il dialogo con gli operatori).
Soprattutto dall'età in cui i bambini frequentano la scuola dell'infanzia sono opportuni anche interventi diretti da parte dell'abilitatore cognitivo.
Di primaria importanza è il coordinamento con ciò che i genitori fanno a casa (coerentemente con il loro ruolo educativo) e gli insegnanti a scuola. Altrettanto cruciale è il coordinamento con gli interventi volti al potenziamento delle abilità motorie, comunicative e linguistiche.
Molteplici sono gli approcci. Ad esempio essi sono più o meno legati ad un approccio comportamentista, metacognitivo o neuropsicologico.
Da anni per bambini e ragazzi con sindrome di Down con una età mentale minima di 3 anni viene utilizzato il materiale per il potenziamento del pensiero del "Progetto MS" (Vianello e Marin, 1993; Vianello, Friso, Molin e Poli, 1993; Vianello e Marin, 1997; Vianello e Marin, 1998; Vianello e Borino, 1999). Esso prevede alcuni test per la valutazione e materiale per l'intervento volto a favorire progressi nelle aree delle corrispondenze e delle funzioni, delle nozioni spaziali e temporali, delle simmetrie e delle rotazioni.
Una ricerca appena conclusa (condotta da Legato, Moalli e Vianello) su 9 ragazzi con sindrome di Down e 9 bambini di pari età mentale (media 5;6 anni) ha evidenziato che un training di 10 incontri della durata di 30-45 minuti ciascuno sul materiale NST (Nozioni Spaziali e Temporali) ha prodotto alla fine del training non solo miglioramenti significativi nell'area su cui si è intervenuti, ma anche nel pensiero logico (valutato con il test OL) sia nei bambini normodotati che nei minori con sindrome di Down.
Una analoga ricerca (9 ragazzi con sindrome di Down e 9 normodotati appaiati per età mentale), condotta da Misuraca, Moalli e Vianello, che ha utilizzato il materiale CFI (Corrispondenze e Funzioni: Intervento), ha portato ad analoghi risultati.
Perelli, Bargagna e Barzagli (2005) hanno realizzato un piano di trattamento metacognitivo, che ha coinvolto un gruppo di 8 minori con sindrome di Down di età compresa fra i 6 e i 17 anni ed una età mentale (valutata con il testo OLC di Vianello e Marin, 1997) fra 5;0 e 6;2. Sono stati proposti i programmi Corrispondenze e funzioni: intervento (Vianello e Marin, 1993) e Nozioni spaziali e temporali (Vianello, Friso, Molin e Poli, 1993). I risultati evidenziano un lieve incremento nello sviluppo del pensiero logico anche dopo un intervento di breve termine.
In parallelo con le ricerche condotte con il materiale del "Progetto MS", Vianello, Moalli e altri collaboratori hanno condotto e stanno conducendo altre ricerche volte ad ampliare l'uso di materiale adeguato e a ricercare modalità ottimali di trattamento delle competenze cognitive.
Acerboni e Vianello (2000) hanno proposto a 10 Ragazzi con sindrome di Down (appaiati per livello di pensiero logico a due gruppi di controllo, uno formato da adolescenti con sindrome di Down e l'altro da bambini normodotati) un training di 6-7 incontri di 30 minuti circa ciascuno basato su 20 schede di lavoro riguardanti: idee generali sul funzionamento della mente; cause della dimenticanza; strategie volte a favorire la memorizzazione e il recupero. I risultati confermano un miglioramento statisticamente significato delle prestazioni sia nelle conoscenze su come funziona la memoria sia nelle prestazioni effettive di memoria.
Moalli, Rota Negroni e Vianello (2004) hanno ulteriormente perfezionato il training delle ricerca condotta da Acerboni e Vianello (2000). Sono stati considerati due gruppi sperimentali e due gruppi di controllo sulla base delle variabili:
- 1. sindrome di Down-normodotati appaiati per età mentale di pensiero logico (6;0-6;1 anni);
- 2. fruitori di training combinato di conoscenze sulla memoria e uso di strategie di memoria (training combinato) e fruitori solo di training di conoscenze sulla memoria.
Ambedue i training erano di breve durata.
I risultati fondamentali evidenziano che il training combinato produce effetti più positivi nelle conoscenze sulla memoria, nelle prestazioni di memoria a basso controllo e in quelle ad alto controllo sia nei bambini normodotati che in quelli con sindrome di Down.
Per informazioni ulteriori: www.ritardomentale.it
L’analisi della letteratura (in Vianello, 2006) suggerisce che negli interventi volti al potenziamento delle capacità cognitive è cruciale (almeno per bambini con età mentali superiori ai 5;0);
- accrescere le conoscenze su come funziona la mente (con tecniche che valorizzino l'iniziativa dell'individuo);
- in particolare evidenziare che tendiamo a sopravalutare le capacità di ricordo (e quindi sottovalutare la forza dell'oblio);
- proporre "sfide ottimali" motivanti;
- esercitare il soggetto nell'uso di strategie di controllo tipiche della memoria di lavoro (al livello di intensità di controllo adeguato per l'individuo);
- contribuire a potenziare un atteggiamento che valorizzi il ruolo dell'impegno;
- proporre training che combinino attività volte alla conoscenza di come funziona la mente con attività di esercizio di strategie di memoria.

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