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Atteggiamenti dei genitori nei confronti dell'integrazione scolastica di bambini con sindrome di Down

Nel contributo che segue riportiamo, in estrema sintesi, i risultati di una ricerca condotta da Elena Moalli, Simonetta Brolli, Giampaolo Bertoni e Renzo Vianello (in Vianello, 2006). nine 

In un contributo pubblicato nel 2001,Vianello e Moalli, hanno sintetizzato gran parte delle indagini condotte da Vianello e collaboratori a partire dal 1977 sulle opinioni degli insegnanti, dei genitori e dei compagni di classe nei confronti dell’integrazione scolastica. Tra i molteplici risultati sono stati sottolineati i seguenti:
- notevole è l’influenza positiva dell’esperienza diretta; gli insegnanti con esperienza, in particolare, constatano meno difficoltà di quelle previste da chi non ha esperienza;
- per i coetanei e i genitori l’integrazione degli allievi disabili è utile, ma ancor di più per i normodotati in quanto favorisce la comprensione delle differenze individuali.
La presente ricerca è una coerente prosecuzione del filone di ricerche di cui sopra.
Le ipotesi sono le seguenti.
- I genitori di bambini con Sindrome di Down hanno un atteggiamento più positivo verso l’integrazione scolastica dei propri figli rispetto ai genitori di bambini normodotati con e senza esperienza di integrazione;
- I genitori dei bambini normodotati che hanno come compagno di classe un alunno con Sindrome di Down sono più favorevoli all’integrazione rispetto ai genitori i cui figli non hanno un compagno con sindrome di Down.
La metodologia prevede lo stesso questionario utilizzato nelle ricerche sopra accennate (la cui ultima stesura risale a Bertoni, 2001). 

 

Genitori coinvolti nell'indagine

 

Figli alla Sc.
Primaria

Figli alla Sc.
Secondaria I°

Totale

Genitori di Bambini
normodotati

F
M

20
20

20
20

40
40

Genitori di Bambini
normodotati con
integrazione

F
M

20
20

20
20

40
40

Genitori di Bambini con
Sindrome Down

F
M

20
20

20
20

40
40

Totale

 

120

120

240

 

Risultati

Nella tabella che segue sono presentati i punteggi grezzi. Si noti che il punto di neutralità (nè favorevole nè contrario è 3, in una scala da 1 a 5).

          Figli normodotati     Figli normod. con integraz.     Figli con S. Down
                                                                                            
                
                                                                           

item

media

ds

media

ds

media

ds

1

3.6

.98

3.9

.97

4.6

.56

2

3.2

1.05

3.5

.99

4.6

.49

3

4

.76

4.1

.84

4.8

.4

4

4.1

.8

4.4

.71

4.6

.55

5

3.3

1.06

3.7

.94

4.3

.67

6

3.8

.82

4.1

.81

4.6

.67

 7

 3.6

.9 

3.8

.86

4.3 

.63 

 8

3.7 

.85

4.1

 .81

4.6 

.59 

 9

3.9 

 .76

4.2 

 .67

4.6 

.54 

10 

 .75

4.1 

 .8

4.3 

.96 

11 

 4.2

 .66

 4.4

 .58

 4.9

.35 

12

 3.9

 .76

 4

.77 

4.8 

.4 

 13

3.5 

 .81

3.9 

 .85

4.3 

 .75

 14

.78 

 4.3

.72 

4.7 

.48 

 15

3.9 

.54 

4.1 

.69 

4.5 

.55 

16 

3.8 

 .86

.8 

4.5 

 .55

 17

 .85

 3.4

1.11 

4.1 

.8 

18 

3.9 

.75 

4.3 

.56 

4.6 

 .55

19

3.2

.81

3.5

.98

4.5

.59

 Questa ricerca conferma che sia i genitori con figli con sindrome di Down che gli altri hanno un atteggiamento molto favorevole rispetto all’integrazione degli allievi con tale sindrome. In tutti gli item non vi sono punteggi inferiori a 3. In altre parole non vi è una sola media indicante una valutazione negativa.
I risultati confermano inoltre un dato già emerso in tutte le nostre precedenti ricerche e cioè che l’esperienza diretta favorisce un miglior atteggiamento nei confronti dell’integrazione e dei minori con disabilità. Questo ci permette di sottolineare un concetto espresso più volte da uno di noi (Vianello, 2007): una modalità privilegiata per favorire l’integrazione, migliorando l’atteggiamento di base, è quella di farla vivere direttamente alle persone. In altre parole: ci si prepara all’integrazione cominciando a farla e non rinviandola in attesa di essere preparati in modo ottimale.

Si riporta il questionario tratto dal testo di  Vianello R. (2006) La Sindrome di Down Sviluppo psicologico e integrazione dalla nascita all'età senile. Bergamo: Edizioni Junior - Esprima il suo parere rispetto alle 19 affermazioni successive secondo la seguente scala di valutazione:

1 forte disaccordo -  2 disaccordo -  3 indeciso - 4 accordo -  5 forte accordo
N .......
sesso          M       F
età del figlio ............

 

1) L'inserimento di un allievo con ritardo mentale impedisce lo sviluppo delle abilità che possiede.

1

2

3

4

5

2) L'inserimento degli allievi con ritardo mentale deve avvenire comunque, cioè a prescindere dalla gravità e dal tipo di disabilità.

1

2

3

4

5

3) L'essere inserito in una classe normale può agevolare lo sviluppo cognitivo degli allievi con ritardo mentale.

1

2

3

4

5

4) Permettendo l'interazione tra "diversi" l'inserimento favorisce la comprensione e l'accettazione delle differenze.

1

2

3

4

5

5) La presenza in classe di un allievo con ritardo mentale quasi sempre compromette molto seriamente  lo svolgimento del programma previsto.

1

2

3

4

5

6) Il frequentare una classe speciale ha un effetto negativo sullo sviluppo sociale ed emotivo degli allievi con ritardo mentale.

1

2

3

4

5

7) L'allievo con ritardo mentale probabilmente sviluppa le capacità scolastiche più lentamente in una classe normale rispetto ad una speciale.

1

2

3

4

5

8) Le classi speciale favoriscono lo sviluppo sociale degli allievi con ritardo mentale più delle classi normali.

1

2

3

4

5

9) L'essere inserito in una classe normale può favorire lo sviluppo della personalità degli allievi con ritardo mentale, più che l'inserimento in una classe speciale.

1

2

3

4

5

10) L'inserimento degli allievi con ritardo mentale non compromette la vita di relazione tra gli altri alunni cioè quelli normodotati.

1

2

3

4

5

11) Il contatto tra gli allievi con ritardo mentale e gli altri alunni può essere utile per i primi.

1

2

3

4

5

12) L'inserimento dell'allievo con ritardo mentale non promuove la sua indipendenza sociale.

1

2

3

4

5

13) L'allievo con ritardo mentale manifesterà in un ambiente normale più problemi di comportamento che in un ambiente come quello delle scuole speciali.

1

2

3

4

5

14) L'inserimento degli allievi con ritardo può essere positivo anche per gli altri alunni 

1

2

3

4

5

15) E' poco probabile che l'inserimento favorisca lo sviluppo emotivo dell'allievo con ritardo mentale.

1

2

3

4

5

16) I bisogni degli allievi con ritardo mentale possono essere soddisfatti più nelle classi speciali che in quelle normali.

1

2

3

4

5

17) La maggiore attenzione che l'insegnante deve dedicare all'allievo con ritardo mentale va a discapito degli altri alunni. 

1

2

3

4

5

18) La presenza degli allievi con ritardo mentale favorisce l'accettazione delle differenze da parte degli altri alunni.

1

2

3

4

5

19) L'inserimento degli allievi con ritardo mentale provoca dei cambiamenti nel materiale didattico, dei quali non traggono nessun vantaggio gli altri alunni.

1

2

3

4

5

 

 

 

 

 

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