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Pensiero logico, lettura, scrittura e abilità di calcolo in ragazzi con sindrome di Down della Scuola Secondaria di I° Grado

Nel contributo che segue riportiamo, in estrema sintesi, i risultati di una ricerca condotta da Miriam Sestili, Elena Moalli e Renzo Vianello (in Vianello, 2006).

Quale è il rapporto fra il livello raggiunto nel pensiero logico e gli apprendimenti scolastici (lettura, scrittura e abilità di calcolo) di studenti con sindrome di Down frequentanti gli ultimi due anni della Scuola  Secondaria di I° Grado? Le prestazioni sono coerenti con l’età mentale? Superiori per l’influenza positiva dell’istruzione? Inferiori per problemi motivazionali e di personalità?
Sono stati contattati 10 ragazzi, 8 maschi e 2 femmine, con sindrome di Down e un’età cronologica media di 13 anni e 9 mesi, abitanti nel Nord Italia, inseriti in scuole pubbliche Secondarie di I° Grado (sette ragazzi frequentano la classe seconda e tre la terza).
Il livello di pensiero logico valutato con il test OLC (Vianello e Marin, 1997) corrisponde ad un’età mentale media di 5 anni e 3 mesi. Come si può vedere dalla tabella sotto riportata vi sono tuttavia molte differenze (da 4 anni e 3 mesi a 7 anni e 6 mesi) pur avendo i ragazzi più o meno la stessa età. Questo conferma la grande variabilità che c’è nell’intelligenza nella sindrome di Down (anche se tutti con ritardo mentale e cioè con QI inferiore a 70).
Sono state proposte, oltre al test OLC, le seguenti prove:
- Prove di lettura MT per la Scuola Primaria-2 (Cornoldi e Colpo, 1998) e le Nuove prove di lettura MT per la Scuola Secondaria di I° Grado (Cornoldi e Colpo, 1995);
- Batteria per la valutazione della scrittura e della competenza ortografica negli anni dell'obbligo scolastico (Tressoldi e Cornoldi, 2000);
- AC-MT Test di valutazione delle abilità di calcolo (Cornoldi, Lucangeli, Bellina, 2002).
Consideriamo i risultati fondamentali.
Nel test OLC l’età mentale, come anticipato, varia da 4 anni e 3 mesi a 7anni e 6 mesi. In particolare per otto ragazzi è inferiore o uguale a 5 anni e 6 mesi mentre per gli altri due è 7;0 e 7;6.
Nella tabella che segue sono sintetizzati i dati cruciali di tutta la ricerca per quanto riguarda le prestazioni in lettura, scrittura e calcolo.

Livello di pensiero logico (in EM) e prestazioni in lettura scrittura e abilità di calcolo da parte di 10 ragazzi con sindrome di Down 

 

Soggetti

Età
mentale

Lettura
strumentale

Lettura:
comprensione

Scrittura

Abilità di
calcolo

1

4,3

non legge

non legge

non scrive

non appresa

2

7

II elem.

IV elem.

I elem.

I elem. finale

3

5,3

non a livello di I elem.

I elem.

I elem.

non appresa

4

5,6

non a livello di I elem.

I elem.

non a livello di I elem.

non a livello di I elem.

5

7,6

V elem.

IV elem.

II elem.

I elem. finale

6

4,3

non legge

non legge

non scrive

non appresa

7

4,3

non a livello di I elem.

I elem.

non a livello di I elem.

non a livello di I elem.

8

5,6

non a livello di I elem.

III elem.

non a livello di I elem.

non a livello di I elem.

9

4,3

non legge

non legge

non scrive

non appresa

10

4,9

IV elem.

III elem.

II elem.

I elem. finale

Molteplici sono le indicazioni.
La più generale e forse la più importante è che in media il rendimento scolastico è superiore rispetto a quello atteso dall’età mentale di pensiero logico.
In letteratura è nota l’ipotesi del deficit rispetto all’età mentale (Zigler e Bennet-Gates, 1999) secondo cui molto spesso le persone con sindrome di Down forniscono prestazioni (in particolare scolastiche) inferiori non solo alla propria età cronologica, ma anche alla propria età mentale. Si presume che questo sia dovuto ad interferenze negative di tipo motivazionale e di personalità (ad esempio ad una autostima bassa, alla tendenza a non affrontare compiti ritenuti troppo impegnativi anche quando in realtà non lo sono, alle basse aspettative di successo, alla tendenza a cercare di evitare l’insuccesso piuttosto che a cercare il successo ecc.).
In questo caso siamo di fronte ad un fenomeno opposto, che abbiamo ritenuto opportuno definire del “surplus rispetto all’età mentale”.
Consideriamo analiticamente la situazione, iniziando dai 4 ragazzi con età mentale più bassa (4;3). Per tre di essi c’è coerenza fra età mentale e prestazioni scolastiche, nel senso che anche le loro prestazioni scolastiche sono molto basse. Il quarto, viceversa, sa leggere a livello di prima elementare. Almeno in questo ha un livello superiore alla propria età mentale.
Il livello di pensiero logico di altri 4 ragazzi è fra 4;9 e 5;6. Tutti e quattro hanno prestazioni superiori, soprattutto in lettura.
Il fenomeno del surplus rispetto all’età mentale si ha infine anche per i due ragazzi con i maggiori livelli di pensiero logico (EM di 7;0 e di 7;6).
Ulteriori indicazioni emergono dal confronto fra le prestazioni in lettura, scrittura e abilità di calcolo. In nessun caso (su dieci) le prestazioni nelle abilità di calcolo sono superiori a quelle di lettura o di scrittura. E le prestazioni di lettura tendono ad essere inferiori (o uguali, ma non superiori) a quelle in lettura. In definitiva le prestazioni migliori sono in lettura, seguono quelle in scrittura e infine quelle nel calcolo.
Questi risultati suggeriscono che una buona educazione ed istruzione (ad esempio con valorizzazione delle componenti cognitive più legate alla costruzione di automatismi e di abitudini) può permettere una ottimale utilizzazione delle potenzialità cognitive al punto di permettere:
- l’apprendimento della lettura al livello della prima elementare anche con una età mentale fra i 4;6 e i 5;0;
- e di quarta elementare con una EM fra 7;0 e 7;6.
Maggiori sono le difficoltà, in presenza di una età mentale bassa, relativamente all’apprendimento della scrittura e ancor più del calcolo. Si presume che in questo caso siano maggiormente necessari processi di organizzazione, di pianificazione e di controllo maggiormente condizionati dal livello di pensiero logico.

 

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