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Aritmetica e matematica

Ben poche sono le ricerche dedicate alle competenze aritmetiche e matematiche negli individui con sindrome di Down. Da quelle a disposizione (Rynders, 1999; Gherardini e Nocera, 2000, Biancardi, 2001; Sestili, Moalli e Vianello, 2006) risulta in sintesi quanto segue. Anche in questo caso la variabilità fra gli allievi con sindrome di Down è notevole. Nel complesso le prestazioni nelle abilità numeriche e di calcolo sono inferiori sia a quelle relative alla lettura che alla scrittura e abbastanza coerenti con quelle prevedibili dall'età mentale di pensiero logico. Sono una ridotta minoranza i ragazzi con sindrome di Down che hanno prestazioni superiori a quelle dei bambini di fine seconda elementare. La grande maggioranza ha prestazioni tipiche della prima elementare o inferiori. Per quanto riguarda l’insegnamento abbiamo due diversi tipi di intervento, fra loro complementari. Il primo è volto a fondare l'apprendimento aritmetico e matematico in coerenza con le capacità mentali dell'individuo. Obiettivo cruciale è che si tratti di apprendimento solido e duraturo. Per il secondo si usa a volte l'etichetta "aritmetica pratica". Ci si riferisce al fatto che si riconosce che per l'adattamento individuale può essere utile favorire apprendimenti o utilizzazioni pratiche anche in assenza delle competenze concettuali necessarie. L'uso dell'orologio o del denaro ne sono un esempio. È opportuno un esempio. Anna Contardi nel 2000-2001 si è posta il problema di come favorire l'autonomia nell'uso del denaro da parte di ragazzi con sindrome di Down abituati all'uso della lira. Questo problema non si pone più per i bambini che devono imparare ora l'uso del denaro,ma è opportuna la citazione per due motivi. Il primo è che molte indicazioni sono comunque utili. Il secondo per evidenziare lo "spirito pratico" che è stato utilizzato per trovare le soluzioni più adeguate.
"Le questioni nuove" da affrontare coi ragazzi sono:
- riconoscere nuovi tagli di denaro;
- contare i soldi su una nuova base: non più migliaia, ma unità, decine e  centinaia di Euro e centesimi di Euro;
- costruire un nuovo sistema di valore d'acquisto';

Ci sono alcune facilitazioni:
- monete e banconote sono più leggibili; i numeri sono scritti con caratteri più grandi;
- è più facile contare le unità Euro rispetto alle migliaia;
- in fase iniziale tutti saranno in difficoltà e più lenti nel dare il denaro.
Ma anche alcune difficoltà:
- ci sono molti tagli di monete (da 1 e 2 euro e da 1, 2, 5, 10, 20 e 50 centesimi di euro) e di banconote (da 5, 10, 20, 50, 100, 200, 500 euro);
- si pone il problema del passaggio dai centesimi alle unità;
- compare la virgola nella scrittura dei prezzi.
Quali saranno le nostre attenzioni.
- E' utile sollecitare l'attenzione sulla presenza dei prezzi in Euro e aiutare i ragazzi a costruirsi un nuovo sistema di riferimento sul valore delle cose. Un'attività specifica che abbiamo già sperimentato in proposito consiste nella ricerca di prezzi nei supermercati per poi collocarli su una retta in Euro su un cartellone ... per poter poi fare confronti di più grande - più piccolo.
- Salvo esplicite richieste di ragazzi non è il caso di sollecitare il confronto lire-euro (è un problema più nostro che loro). ...
- Bisogna fare delle scelte nei tagli su cui sollecitare la loro attenzione:
- escludere le monetine da 1, 2 e 5 (sono tutte dello stesso colore ed è facile dir loro che valgono poco);
- escludere i tagli di carta sopra i 50 euro (è difficile che li usino frequentemente).
- In fase iniziale si cercherà di lavorare soprattutto con monete da 1 e da 2 euro e con i 5 euro di carta, che saranno probabilmente i tagli da loro più usati.
- Richiamare l'attenzione dei ragazzi nel riconoscimento su quella faccia della moneta ... che è uguale in tutta Europa.
- Nella lettura dei prezzi insegnare che la virgola si legge 'e'.
- Ma la cosa più importante è che se c'è un numero dopo la virgola me la posso cavare dando un euro in più.
... è stato ideato un portafoglio particolare, strutturato nel seguente modo: è un rettangolo di stoffa abbastanza spessa, nylon o cuoio, a cui sono state applicate 5 tasche di plastica trasparente. Su ogni tasca viene posta una targhetta con l'indicazione del taglio contenuto. Queste tasche sono chiuse con una striscia di velcro. Il portafoglio si chiude piegandolo sulle varie tasche e sovrapponendo poi la striscia adesiva finale." (Contardi, 2001b, pp. 13-14).

 

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