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Frequenza, sostegno e didattica

Gherardini e Nocera (2000) hanno condotto una ricerca dalla quale risulta che 3 bambini con sindrome di Down su 4 (74%) hanno iniziato a frequentare la scuola elementare a 7 (51%), 8 (17%) o 9 (6%) anni. Si presume che questo sia stato causato soprattutto dalla permanenza nella scuola materna e/o nell'Asilo Nido per un anno o due in più.
Gli allievi che hanno "ripetuto" una classe o più nella scuola elementare sono stati il 22%. Si tratta di un dato su cui riflettere. In ogni caso questo significa che nella scuola primaria spesso i compagni di classe degli allievi con sindrome di Down hanno uno due o tre anni in meno.
Da questa indagine emerge inoltre che una diagnosi funzionale rilasciata all'atto dell'iscrizione che indicasse genericamente anche le potenzialità esisteva nel 31% dei casi nella scuola elementare (nel 30% nella scuola media e nel 31% nella scuola media superiore). Una diagnosi funzionale ancora più completa con indicate analiticamente anche potenzialità e difficoltà nelle singole aree esisteva rispettivamente nel 40% dei casi (46% e 34% nella scuola media e in quella superiore) dei casi. Si tratta di un dato che indica carenze nel rapporto fra operatori scolastici, sociosanitari e famiglia.
Difficoltà organizzative sono dovute anche ad altri fattori: nel 12% delle situazioni c'è stato un avvicendarsi di insegnanti di sostegno dall'inizio dell'anno scolastico; solo nel 58% dei casi c'è stata continuità di insegnante di sostegno per uno o due anni scolastici e in meno di una situazione su tre (29%) c'è stata continuità di insegnante di sostegno per i cinque anni di scuola.
Un dato positivo è costituito dal fatto che quasi sempre (84%) le ore di sostegno sono state svolte prevalentemente in classe. Solo nell'1% dei casi tutte le ore di sostegno si sono svolte fuori della classe.
Consideriamo ora come cercare di armonizzare l'intervento educativo con il bambino con sindrome di Down e quello con tutta la classe.
Cruciale è il fatto che vi è una discrepanza fra ciò che normalmente si chiede ai bambini iscritti nella classe frequentata dal bambino con sindrome di Down e le sue effettive possibilità. Semplificando al massimo succede spesso che si cerchi (spesso opportunamente) di insegnare a leggere e scrivere ad un bambino che frequenta la terza o la quarta o addirittura la quinta elementare.
La frequenza di un bambino con ritardo mentale in una classe normale obbliga ad una ristrutturazione di tutta la didattica e in particolare richiede un insegnamento differenziato.
Ottimale è la situazione in cui l'allievo con sindrome di Down lavora nell'aula in cui ci sono tutti i compagni e non in un'altra aula.
Cruciale è coordinare ciò che fa l'allievo con sindrome di Down e ciò che fanno gli altri.
Questo non significa "fare le stesse cose", ma cose che si riferiscono allo stesso argomento.
Questo obiettivo è più facilmente raggiungibile se si propongono argomenti ampi, ricchi e affrontabili a diversi livelli di difficoltà).
Il lavoro cooperativo per piccoli gruppi è particolarmente adatto per una classe in cui è inserito un allievo con sindrome di Down.

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