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Comportamenti disadattivi e psicopatologici

Alfredo in giardino

Un'adeguata valutazione della frequenza dei comportamenti disadattivi e psicopatologici richiede che i dati relativi alla sindrome di Down siano confrontati con almeno altri due tipi di popolazioni di individui: 

- normodotati;

- con ritardo mentale non dovuto alla sindrome di Down.

In generale, escludendo le ricerche che indicano valori estremi in difetto o in eccesso rispetto alla maggioranza delle ricerche, vengono segnalati comportamenti disadattivi o psicopatologici nel 25% circa (si tratta di una media fra i dati di varie indagini) degli individui con sindrome di Down (Gath e Gumley, 1986; Meyers e Pueshel, 1991; Cooper e McGrother, 1992; Dykens e Kasari, 1997). Si tratta di valori abbastanza alti in assoluto e da 3 a 5 volte superiori rispetto alla popolazione generale, ma è possibile anche leggerli nel senso che 3 individui su 4 non manifestano comportamenti disadattivi o psicopatologici veri e propri. I disturbi più frequenti in età minore sono: disturbo da deficit di attenzione con o senza iperattività (Dykens et al., 2000) e comportamenti oppositori e provocatori. Con l'età adulta sono possibili disturbi depressivi circa in un individuo su 12 (6%-11%; Meyers, Pueschel, 1991; Collacott, Cooper, McGrother, 1992). Relativamente poco frequenti sono disturbi d'ansia e autismo (1-2% secondo Dykens e Volkmar, 1997). I dati di cui sopra si riferiscono a comportamenti chiaramente patologici. Se consideriamo quelli problematici, anche se non gravi, le percentuali aumentano. Secondo Dykens, Shah, King e Rosner (1999) almeno un bambino con sindrome di Down su due è eccessivamente ostinato, disobbediente, polemico e impulsivo.

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"Rischi psicopatologici"

 

 

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