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Lo sviluppo sociale

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Dall'adolescenza in poi

adolescente che balla

Lo sviluppo sociale a partire dai 12 anni dipende ancor più dal contesto in cui il ragazzo o la ragazza sono inseriti. Nelle situazioni di integrazione scolastica, come avviene per la totalità (sono ben poche le eccezioni) degli adolescenti italiani con la sindrome di Down il contesto classe è cruciale e una influenza fondamentale è data dall'atteggiamento degli insegnanti. Come ha evidenziato Vianello (1990), i compagni sono spesso "specchio" degli atteggiamenti dei propri insegnanti.

Finita la scuola, dove vengono inseriti i giovani adulti con sindrome di Down? Restano in famiglia? Vanno in un laboratorio protetto (molte sono le dizioni utilizzate al proposito, ma con questa espressione ci si riferisce ad una realtà caratterizzata dalla presenza di varie persone in situazione di handicap e vari educatori presenti in una struttura finanziata soprattutto od esclusivamente da istituzioni pubbliche, in cui si svolgono attività "lavorative" scarsamente produttive, anche se utili dal punto di vista educativo)? Vengono inseriti in una comunità alloggio? Lavorano in una cooperativa? Sono inseriti in un contesto lavorativo (in una bottega artigianale o in una scuola come personale ausiliario o in una fabbrica) in cui non vi sono altre persone in situazione di handicap (o comunque in un numero estremamente ridotto)?

Ogni inserimento condiziona in modo specifico lo sviluppo sociale. Secondo Vianello, 1990, si può  ipotizzare che più l'inserimento si differenzia dalla scuola speciale o dal laboratorio protetto e minori tendono ad essere i rischi di comportamenti disadattivi e psicopatologici (vedi la sezione apposita). Specificamente minori sono i rischi di depressione (mutismo o quasi, apatia, passività).

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