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Lo sviluppo sociale

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I primi tre anni

Pur in un quadro generale di ritardo (ad esempio si manifestano più tardi il sorriso al volto umano e alla voce umana, le interazioni vis a vis, la distinzione fra familiari e persone nuove, l'attaccamento ecc.; Cicchetti e Sroufe, 1976) di norma il bambino con sindrome di Down si rivela socievole (nel significato che questo termine ha per il senso comune).
In particolare è notevole l'interesse per il volto umano o comunque, rispetto ai normodotati, maggiore di quello per gli oggetti inanimati (Kasari, Sigman, Mundy e Sigman, 1994). Alcune ricerche evidenziano che i loro sorrisi sono però meno accentuati (sono stati anche definiti "mezzi sorrisi"; Kasari Mundy,Yirmiya e Sigman, 1990; Kasari, Freeman, Mundy e Sigman,1995).

bimbo che accenna un sorriso

Questo confermerebbe una ipotesi emersa dalla letteratura e cioè che in genere i rapporti affettivi dei bambini con sindrome di Down sono un po' attenuati, smorzati rispetto a quelli dei bambini normodotati.
Lo studio dell'interazione tra la madre (o persona adulta che si prende principalmente cura del bambino) e il bambino ha evidenziato che fin dai primi anni di vita le madri hanno comportamenti lievemente diversi rispetto a quelli delle madri di bambini normodotati (Hodapp, 1995), nel senso che esse sono più didattiche, direttive, intrusive. Nonostante questo, comunque, esse forniscono ai bambini stimoli sociali, comunicativi e linguistici adeguati quanto quelli forniti dalle altre madri.
Nei bambini normodotati il secondo anno di vita è spesso caratterizzato da comportamenti oppositori (espressi ad esempio con "no" ripetuti). Si tratta di comportamenti interpretati come espressione di esigenza di autonomia.
I comportamenti oppositori possono essere presenti anche nei bambini con sindrome di Down (anche se non a 2 anni, ma a 3 o 4) e in misura minore rispetto ai bambini con sviluppo tipico.

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