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Lo sviluppo comunicativo e linguistico

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Approfondimenti

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Eccezioni positive

La sindrome di Down è caratterizzata da notevole variabilità nello sviluppo comunicativo e linguistico. Ci sembra opportuno sottolinearlo in modo particolare in questo capitolo evidenziando situazioni eccezionalmente positive. Lo faremo per mezzo di una tabella che ricorda gli studi condotti con tre di queste persone (tre femmine) con prestazioni più simili a quelle delle persone normodotate che a quelle degli individui con sindrome di Down. Ci soffermeremo inoltre su uno di questi.

Tabella -Tre casi atipici di sviluppo del linguaggio in persone con sindrome di Down (rielaborazione da Rondal, 2001 a, pp. 4-5)

Fonti        individui        EC         QI          EM          LME

1.
Vallar e
Papagno,       FF              23         36
1993

Linguaggio. Articolazione e fonologia corrette con occasionali balbettamenti. Buona conoscenza dell'italiano -lingua madre- con una morfosintassi produttiva considerata normale. Al Token Test si avvicina al punteggio medio della popolazione normale. Presenta una conoscenza pratica del vocabolario ed in minor misura della grammatica, del francese e dell'inglese (FF ha visssuto dalla nascita all'età di sei anni con i genitori in una base militare della NATO in Belgio).


2. Rondal, 1995  
                Françoise       32         60          5;8          12.24

Linguaggio. Normali capacità per quanto riguarda la fonologia (articolazione corretta) e la morfosintassi del francese. Le frasi sono prodotte in ordine corretto. Presenza di capacità di produrre strutture sintattiche complesse (per esempio, costruzioni riflessive, passive reversibili, inserimenti molteplici); frasi coordinate e subordinate (temporali, comparative, causali, e condizionali). I diversi sintagmi (nominale, verbale, aggettivale, preposizionale ed avverbiale) sono prodotti correttamente (alcuni sono anche molto complessi con termini coordinati, serie di aggettivi, awerbi e frasi relative inserite). Tutti i morfemi grammaticali obbligatori sono prodotti correttamente. I pronomi personali possessivi, interrogativi e dimostrativi sono correttamente prodotti per quanto riguarda il numero, il genere e il caso; anche tutti i verbi sono prodotti correttamente per quanto riguarda il numero, la persona, il tempo e il modo. In prove di produzione controllata, Françoise dimostra una capacità normale di capire aspetti complessi della morfosintassi francese (diversi tipi di frasi relative, passive reversibili, diversi tipi di frasi subordinate, frasi passive reversibili e coreferenza pronome-nome in frasi o paragrafi). Si è dimostrata capace di analizzare correttamente frasi passive reversibili grammaticali, ma senza significato relazionale (per esempio, Il  libro è immaginato dalla scatola, cioè senza ausilio semantico o pragmatico, o L'uomo è immaginato dal libro, ovvero in opposizione ad una possibile tendenza pragmatica a capovolgere la frase per darle un significato accettabile). L'abilità lessicale di Françoise è meno notevole. I termini lessicali utilizzati sono globalmente adeguati. Tuttavia, i suoi risultati a diverse prove lessicali (per esempio, Boehm's Test of Basic Concepts) indicano un livello lessicale, tanto in produzione quanto in ricezione, situato approssimativamente ad una deviazione standard al di sotto del gruppo normale di riferimento.
Il discorso presenta spesso una coesione insufficiente. Le relazioni esterne tra le frasi e le proposizioni non sono sempre prodotte chiaramente. Il processo di congiunzione delle frasi nei discorsi è spesso deficitario.


3. Rondal, Comblain, e Deboever, 1998   
                 Claudine       27        57         5;4            15.39


Linguaggio. Abilità grammaticale produttiva avanzata (lingua francese). Morfosintassi ben sviluppata (frasi lunghe e complesse; capacità di produrre diversi tipi di proposizioni subordinate, per esempio temporali, causali, relative). Livello lessicale deficitario: non supera di molto quello manifestato da adulti con la sindrome di Down.

EC = età cronologica; QINV = Quoziente Intellettivo Non Verbale;
LME  =  Lunghezza  media  dell'enunciato  (calcolato  in  numero  di  parole  e  morfemi grammaticali legati). 

L'importanza dei dati presenti in questa tabella va molto al di là della semplice sottolineatura che la sindrome di Down è caratterizzata da notevole variabilità. In particolare essi impongono una riflessione sui rapporti fra competenze cognitive e prestazioni linguistiche. FF, Françoise e Claudine hanno un Ql compreso fra 57 e 63 e quindi è adatta anche per loro la diagnosi di ritardo mentale lieve. Per Françoise e Claudine, inoltre, sappiamo anche che la loro età mentale è rispettivamente di 5;8 e 5;4. In questo non si differenziano particolarmente da molti altri individui con sindrome di Down. Questi dati supportano l'ipotesi di una almeno relativa indipendenza dello sviluppo linguistico da quello cognitivo. Il punto critico riguarda proprio il termine "relativa". Esso può essere interpretato nel senso che le competenze cognitive necessarie per una produzione fonologicamente corretta e morfosintatticamente normale per una persona adulta sono quelle tipiche di bambini normodotati di età non superiore ai sei anni. Interessante è inoltre il fatto che FF, Françoise e Claudine abbiano presentato un ritardo linguistico notevole (come gli altri bambini con sindrome di Down) nei primi anni di vita. Ad esempio Françoise a quattro anni produceva solo una parola. Dati di questo tipo sono compatibili con l'ipotesi che la componente grammaticale del linguaggio richieda (per la produzione delle prime frasi) una base cognitivo-semantica equivalente a quella presente nei bambini normodotati di 20-24 mesi.

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