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Lo sviluppo comunicativo e linguistico

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I primi tre anni

bimbo di pochi mesi che interagisce col sorriso e l'espressione del volto

La comunicazione non verbale è in linea di massima coerente con lo sviluppo motorio e intellettuale (quindi lo sviluppo è caratterizzato più o meno dalle stesse tappe di quello del normodotato, ma avviene più lentamente).
La produzione verbale nei primi tre anni di vita, se confrontata con quella dei bambini normodotati, appare povera. Non deve ingannare il fatto che fin dal primo anno la loro lallazione può essere particolarmente ricca: non si tratta di parole vere e proprie, anche se il bambino dice ma o pa o nana. Non si riferisce né alla mamma, né al papà, né al sonno. Questo avviene anche nei bambini normodotati prima dei 10-12 mesi di vita. Per trovare almeno tre parole "vere", cioè significative e prodotte con fine comunicativo bisogna spesso aspettare il terzo anno di vita. Si deve comunque sottolineare che fin da questo periodo appare la grande variabilità nella produzione linguistica che caratterizza la sindrome di Down. Per fortuna le competenze pragmatiche sono buone e il bambino riesce a comunicare (utilizzando anche la comunicazione non verbale) ben più di quanto potrebbe sembrare considerando solo le parole che pronuncia.
Alcune competenze linguistiche in caso di sindrome di Down a confronto con quelle di bambini normodotati (N = età in mesi per la maggioranza dei bambini normodotati;SD = età in mesi per la maggioranza dei bambini con sindrome di Down)

 

 

 N

 SD

Dice "mamma" e/o "papà"      

 10-12    

 22-26

Produce almeno tre parole

 12-15

 24-30

Produce frasi di due parole

 16-20

 36-48

Produce frasi di tre parole

 20-24

 40-52

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