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Dall'Università

Una ricerca: persone con sindrome di Down laureate

INTRODUZIONE a cura di Renzo Vianello

Immaginiamo di essere i genitori di un ragazzo o di una ragazza con sindrome di Down e tratti autistici o con un deficit specifico del linguaggio (usa solo poche parole).
Come reagiamo di fronte alla notizia che vi sono delle persone con sindrome di Down che si sono laureate?
E se fossimo genitori di un ragazzo o di una ragazza con sindrome di Down … nato in una famiglia (sì, proprio la nostra) con scarsi mezzi economici e in una realtà in cui l’intervento sociale è scarsissimo?
Con vari sentimenti, alcuni dei quali forse non positivi.
Abbiamo ad esempio ricevuto una lettera di una madre che esprimeva tutta la sua amarezza, perché lei stava, sola, dalla parte di chi aveva 14.000 euro lordi annui e non si sentiva affatto aiutata dalla scuola e dagli operatori sociali.
E allora?
Mi pare che ancora una volta abbiamo bisogno di equilibrio di giudizio.
Ben vengano le persone con sindrome di Down laureate, ma questo non ci faccia dimenticare che si tratta di realtà eccezionali (comunque da aumentare), in cui le basi biologiche e i sostegni ambientali si sono incontrati nella loro massima potenzialità.
E non ci faccia dimenticare che anche per loro l’obiettivo è una buona qualità di vita. Ci auguriamo che per essi una buona qualità di vita sia raggiungibile nella condizione di laureati … e che per gli altri sia raggiungibile qualsiasi sia la loro condizione, comprese quelle in cui hanno anche tratti autistici, scarsissimo linguaggio o scarsi mezzi economici.
Per favore non facciamo la competizione fra persone con disabilità.
Detto questo, tuttavia, vorrei spendere alcune parole per evidenziare che abbiamo bisogno delle eccezioni e cioè di sapere che vi sono persone con sindrome di Down che lavorano efficacemente, che vivono non assieme ai genitori, che si sono sposate, che si sono laureate ecc. Esse ci rivelano che le potenzialità delle persone con sindrome di Down sono assi più di quelle ritenute in passato.
Quando un italiano vince le Olimpiadi, siamo orgogliosi di lui (o di lei). Anche se sappiamo che noi non avremmo vinto.
Godiamoci fino in fondo le buone eccezioni.

Inizia download del fileAlcune informazioni relative a giovani con sindrome di Down che hanno raggiunto la laurea o che stanno frequentando l'Università

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