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Corrispondenze e funzioni in bambini audiolesi

 


Corrispondenze e funzioni in bambini audiolesi     
Capacità di effettuare corrispondenze e di comprendere funzioni in bambini audiolesi
Elisabetta Rumi, Maria Laura Marin e Renzo Vianello
Università di Padova

Obiettivo fondamentale: valutare se eventuali carenze a livello linguistico, causa indiretta del deficit uditivo potevano avere influito negativamente sullo sviluppo del pensiero logico e in particolare della capacità di effettuare corrispondenze e di comprendere funzioni.
Soggetti e metodologia: 42 alunni di scuola elementare, di cui (gruppo sperimentale) 21 audiolesi e 21 (gruppo di controllo) normoudenti, tutti frequentanti la stessa scuola, cioè una scuola integrata per sordi. Ogni gruppo comprendeva 13 maschi e 8 femmine. A tutti i soggetti è stato proposto il test CFV (ai sordi usando anche la lingua dei segni LIS)
Risultati principali: I soggetti sordi forniscono prestazioni inferiori nella comprensione delle funzioni. L'analisi delle prestazioni dei singoli rivela inoltre che i soggetti sordi più facilmente compiono errori "incoerenti", cioè in prove relativamente facili per le loro prestazioni globali. Si ipotizza che questo sia dovuto a fattori emotivi/di personalità come maggiore distraibilità e/o maggiore impulsività. Infine emerge che il gruppo dei soggetti sordi e è più disomogeneo.
Sul piano educativo e didattico emerge l'opportunità di un training generale di tipo metacognitivo e di uno specifico con  il materiale CFI.

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